Ritorno su un argomento di grande attualità , l’abolizione dei costi di ricarica, che sta per avvenire (o in alcuni casi è già avvenuta) nella telefonia mobile italiana.
Nel mio precedente post commentavo ironicamente (e forse in modo un po’ pessimistico) il comportamento dei nostri gestori. Ma mai mi sarei aspettato che saremmo arrivati a tanto.
Ormai nei forum di telefonia non si parla d’altro, la soddisfazione per l’abolizione di questo sovrapprezzo praticato dalle compagnie di telecomunicazioni e servizi ha lasciato posto dapprima all’incredulità e poi allo sdegno.
TIM si è distinta per non aver fatto assolutamente nulla, si è adeguata e in sordina ha comunicato alla propria rete di vendita che dal 5 marzo non saranno più applicati costi aggiuntivi alle operazioni di ricarica.
Tre addirittura ha anticipato tutti di qualche giorno e sin da oggi propone solo tagli senza sovrapprezzi. Resta un dubbio sulla loro interpretazione del decreto legge “Bersani” in seguito alla quale hanno abolito le ricariche denominate “power”. Inoltre si sono dimostrati agguerriti ed ironici anche per come stanno pubblicizzando la novità .
E ora le dolenti note.
Vodafone Italia ha deciso che i mancati introiti dovessero giustificare l’applicazione di una nuova offerta commerciale, creando nuove tariffe, che saranno in vigore dal prossimo 4 marzo, tutte più care delle precedenti e con lo scatto alla risposta che sale ancora, stavolta a 19 eurocent!
E questo non sarebbe nemmeno nulla di eccezionale, siamo ormai abituati ad avere piani telefonici nuovi peggiori dei precedenti. Ma ecco che arriva la vera sfida all’autorità , la mossa a sorpresa di Wind che ha spiazzato veramente tutti, compresi i poveri rivenditori che temo saranno preda di orde di clienti inferociti.
Che ha combinato di così grave l’operatore arancione, che sinora si era sempre distinto per la chiarezza della propria offerta e la convenienza?
Presto detto: come prima cosa, si è comportato come e peggio di vodafone: dal 4 marzo saranno disponibili solamente nuove tariffe e nuove opzioni (trovate tutti i dettagli su WindWorld), che presentano rincari minimi del 20% rispetto a quelle attuali. E fin qui l’incredulità .
Ma si sono spinti ben oltre! Ed è qui che subentra lo sdegno, assieme alla delusione di tanti fedeli clienti. Con una interpretazione tutta loro del decreto, hanno comunicato ai dealer che a partire dal 4 marzo saranno sì aboliti i costi di ricarica, ma solamente per chi attiverà i piani prefisti dalla nuova offerta commerciale.
In realtà il Decreto Legge 31 gennaio 2007, numero 7 parla chiaro:
[...] e’ vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l’applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto [...]
In assenza di disposizioni contrarie, le leggi devono essere applicate erga omnes, cioé verso tutti, non solo quando fanno comodo.
E, come era ovvio, il tam tam della Rete sta sollevando un gran polverone. Tant’è che numerose segnalazioni sono state inviate negli ultimi giorni, anche dallo scrivente, alla redazione della trasmissione “Mi manda RAI TRE“, che ha pertanto deciso di occuparsene immediatamente, già nella puntata che andrà in onda stasera. Quindi tutti davanti alla TV stasera, e non per vedere Sanremo
ma per sentire quali scuse potrà addurre Wind e per vedere un gruppo di agguerriti consumatori che non le lascerà tregua!
